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Terza Torre Regione Toscana

Firenze - 2023

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Continuità tra i vari lati e i vari affacci

L’ispirazione primaria è la trasparenza e poi la fluidità (nello snodarsi e nella articolazione delle forme, per rendere il complesso, in previsione del completamento degli interventi anche sulle torri esistenti, un organismo unico e non una somma di monoliti)
Trasparenza
Il vetro…. prima che materiale può essere uno dei linguaggi più avanzati (dal punto di vista di fattibilità tecnica, sostenibilità ed efficienza) e al tempo stesso più duttili per dare forma ad una torre contemporanea, specialmente in un conteso in cui erano fondamentali valutazione ambientale e doveroso rispetto delle preesistenze.
L’utilizzo di una facciata vetrata a doppia pelle consente di dare forma ad un edificio, (che per posizione e dimensioni, inevitabilmente si trova a confrontarsi con il vicino palazzo di giustizia e soprattutto con la cupola), alleggerendone la solidità percepita, per planare su una dimensione il più possibile incorporea, un organismo che si lascia attraversare, in maniera mutevole dalla luce.
La torre emerge, articolata tra l’evanescenza della superficie vetrata e i telai strutturali che ne fanno al tempo stesso da trama strutturale e decorativo, come gesto di interpretazione gentile della grande massa nei confronti dell’intorno.
Fluidità
Le forme arrotondate, sia della torre che delle quinte che avvolgono tutto il complesso, accompagnano e sottolineano la continuità tra i vari lati e i vari affacci, ogni lato si dissolve in continuità con quello contiguo.
Una membrana vetrata avvolge non solo la torre ma, ad altezze diverse e con tecnica differente anche le 2 “torri” preesistenti, creando un unicum ondulato e morbido, dove le geometrie schematiche delle facciate sono rese evanescenti e indefinite dalle mutevoli trasparenze delle quinte.


Tecnica
La materia... superfici vetrate in 2 diverse interpretazioni tecnologiche e formali:



  • ”facciata doppia pelle” contenuta da una gabbia, strutturale e decorativa in acciaio bronzato per la torre;

  • “facciata ventilata” per quanto riguarda gli edifici preesistenti, con una quinta che si snoda flessibile lungo tutto il perimetro, costituita da semplici U-glass di forma curva, che va a schermare la trama degli infissi con funzione non solo estetica ma anche di equilibrio bioclimatico e che al tempo stesso va a schermare le strutture di consolidamento sismico che avvolgeranno esternamente gli edifici.

Come una materia che veste la torre e poi si snoda, direi quasi si srotola come un mantello per andare a inglobare gli edifici esistenti perché dall’esterno tutto possa percepito in una chiara continuità formale.


Anche la posizione e l’orientamento della torre deriva da questo obiettivo, infatti è posta in prosecuzione degli allineamenti, ovvero quasi in continuità con un braccio della torre B , come il vertice e l’origine del futuro complesso.
L’articolazione del complesso
La torre si innesta sul grande podium di forma circolare, che contiene 2 ampi cortili, uno riservato al personale l’altro aperto al pubblico.
Questa è lo snodo centrale del complesso e contiene da un lato tutto il sistema di accessi alle aree operative e a quelle aperte al pubblico della struttura amministrativa, dall’altro l’area del complesso destinata a tutte le altre, importanti funzioni pubbliche e aperte alla città, come auditorium, spazio espositivo, ristoro, ecc..
La tessitura verde dei cortili, che formalmente continua ad altro livello sopra la piastra di copertura, richiama i temi perenni della cultura toscana con le geometriche orditure di essenze verdi, punteggiate di cipressi.
Dall’esterno la piastra si protende, quasi librata nell’aria (e riflessa sul sottile specchio d’acqua che fa da margine e collegamento con il tessuto urbano), protegge e sottolinea i livelli terra e primo, comunicando un valore di trasparenza tangibile e ideale dell’organismo di governo.
I collegamenti,
Il progetto è proiettato verso l’idea di assetto finale del complesso, ovvero un organismo unitario costituito dalle torri A, B e dalla terza, anche per questo abbiamo interpretato il grande vuoto esistente tra la torre A e la torre B come un futuro organismo vivente , una serra popolata di essenze che appartengono alla storia presente e passata del territorio, immaginata anche come forum e come percorso di collegamento reale simbolico , un area attraversabile a varie quote che completa il sistema di collegamenti operativi interno al complesso.

Progetto presentato, in collaborazione con ARCH. CLAUDIO NARDI

Informazioni aggiuntive e dati dimensionali

Luogo

Firenze


Tipologia

Uffici


Anno

2022 - 2023


Dimensione

Auditorium 350 posti


Committente

Regione Toscana


Prestazioni svolte

Concorso idee